Le 5 richieste più strane del congressista

Organizzare congressi può essere davvero entusiasmante, più di quanto si possa credere: può aprirti un mondo sulle abitudini e sulle nevrosi del genere umano.

Quando pensate di aver provveduto a tutti i possibili imprevisti e di aver curato ogni dettaglio, dai transfer alle possibili immaginabili esigenze alimentari (vegetariani, vegani, celiaci, allergici al lattosio, pescetariani, fruttariani, fanatici della dieta Dukan), per ogni convegno ci sarà un congressista in grado di farvi ricredere.

E in certi casi farvi cadere la mascella.

Ecco la nostra personalissima classifica delle più strane e incredibilmente richieste ricevute quest’anno (e sono tutte vere!)

5. Il ritardatario

“Ho prenotato una camera singola per partecipare al congresso, ma ho dimenticato di dirvi che invece vengo con mia moglie, 5 dei miei 8 figli, mio padre e le ceneri di mia nonna. Mi trovereste una camera, che siamo già in aeroporto?”

4. L’ansiosa

Napoli, 22 aprile 2016.

Email di una zelante assistente di una congressista: “Sai dirmi come sarà il traffico il 9 luglio?”

L’ ansiosa 2

Napoli, 6 Luglio 2016.

23:45 del primo giorno di congresso. Il receptionist di un hotel mi trasmette disperato una telefonata dal Sud Africa.

Segretaria della congressista di cui sopra: “Potresti prenotare un taxi per la prof per domani mattina?”

Chiedere direttamente al recepionist (efficientissimo tra l’altro) non era abbastanza rassicurante.

3. Il tifoso

Vico Equense, 28 ottobre 2016.

Congressista francese: “Potresti fare una ricerca online e dirmi se nei dintorni posso comprare una maglietta di Verratti? Se non hai di meglio da fare”.

2. L’incredulo.

Scavi di Pompei, 27 ottobre 2016.

La guida parla da circa un’ora. Congressista X proveniente dall’altra parte del mondo: “Ah, ma quindi è tutto vero? Proprio tutto tutto? Anche questo pavimento? Anche questi muri?” poi ci pensa un attimo “E perché è tutto distrutto?”

1. L’esigente

Napoli, 1 maggio 2016

Il/la congressista esigente è colui/colei che decide di trarre il massimo dall’esperienza congressuale, affidandosi totalmente al tuo buon cuore. Parte in sordina, chiedendo tra una mail e l’altra qualche consiglio su escursioni a Sorrento e alla Grotta Azzurra di Capri. Sonda il terreno, poi butta lì un “mi prenoteresti un’auto privata per questa escursione?”, fino a quando ti ritrovi a inoltrare allo staff di un hotel extralusso un elenco di cose imprescindibili, senza le quali lui/lei non può assolutamente vivere, tra cui: 4 cuscini in piuma d’oca, un frigo vuoto e una stanza asettica, in cui nessuno, dalla notte dei tempi, abbia mai fumato; 3 yogurt magri senza zucchero inodori e incolori, svariati litri d’acqua, sedute interminabili di massaggi, un autista a disposizione.

Mail e richeiste, talvolta, a limite della barzelletta, ma questi sono proprio gli ospiti a cui ti affezioni di più e che ti mancheranno una volta finito il convegno, perché, dopo averti fatto sgranare gli occhi davanti a una mail, o averti lasciato interdetto per un attimo, tutto sommato ti hanno strappato un sorriso e la loro gratitudine sincera dà un senso al tuo lavoro.

Ci avrai ricavato qualche seccatura, ma anche un invito in California.

Jessica e lo staff di frcongressi

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